Parlamento “aumentato”: l’intelligenza artificiale come infrastruttura della democrazia digitale
Articolo pubblicato da Parlamento Magazine numero 08 di aprile 2026 nell'ambito di una collaborazione con AICP
Nel luglio 2025 la Camera dei deputati ha presentato i primi tre prototipi di intelligenza artificiale generativa destinati a supportare direttamente il lavoro parlamentare, frutto della manifestazione d’interesse promossa nel 2024 dal Comitato di vigilanza sull’attività di documentazione rivolta a esperti, enti di ricerca e università. Si tratta di strumenti pensati per supportare direttamente il lavoro parlamentare, in particolare assistere i deputati nella redazione di emendamenti, nell’analisi della produzione legislativa e nel rapporto con i cittadini, segnando il passaggio da un uso “tecnico” dell’ICT a una vera e propria infrastruttura cognitiva della democrazia.
I tre sistemi sono:
- MSE – Macchina scrittura emendamenti. Nasce dalla proposta del Consorzio interuniversitario Alma Human AI (Università di Bologna, con LUISS, CNR, Università di Verona e Torino). Si tratta di un assistente digitale per generare bozze di emendamenti e confrontarle con il corpus normativo vigente. Questo sistema supporta i deputati utilizzando modelli linguistici avanzati. MSE può proporre modifiche testuali coerenti, rilevare conflitti normativi e suggerire alternative più efficaci. L’obiettivo non è automatizzare la politica, ma aumentare la qualità e la precisione del lavoro parlamentare.
- NORMA: Assistente virtuale per l’analisi della produzione legislativa. Proposto dal Politecnico di Milano, dell’Istituto Einaudi di economia e finanza e dello studio legale LegisLAB. Aiuta a esplorare in modo intelligente il ciclo di vita delle leggi, a individuare connessioni tra norme, a consultare il contesto giuridico, a supporto dell’Osservatorio sulla legislazione della Camera. NORMA è pensata per supportare il lavoro degli uffici legislativi, ma potrà avere un impatto anche nella ricerca accademica e nella comunicazione giuridica.
- DepuChat: Chatbot per il dialogo con i cittadini. Nasce da un progetto congiunto delle Università degli Studi di Roma Tre e di Firenze. Pensato per facilitare l’accesso del pubblico alle informazioni sulle attività parlamentari e sui deputati, è uno strumento interattivo che risponde in linguaggio naturale a domande sui lavori della Camera, sugli atti parlamentari, sulle sedute, e persino su temi trattati dai singoli parlamentari.
Competenze parlamentari nell’era digitale
L’introduzione di questi strumenti non implica la sostituzione del ruolo umano; tuttavia, è chiaro come la competenza parlamentare non sarà più solo giuridica e politica, ma richiederà una nuova alfabetizzazione digitale. Il deputato del 2030 dovrà interpretare suggerimenti generati dall’IA, comprenderne limiti e bias, nonché motivare scelte legislative supportate da dati e simulazioni. Senza questa competenza, rischia di essere marginalizzato dalle architetture tecniche che selezionano e gerarchizzano informazioni. Per questo, il potenziamento delle competenze digitali di parlamentari e strutture di supporto, in particolare della figura del collaboratore parlamentare, diventa condizione abilitante: senza alfabetizzazione ai dati e all’IA, l’autonomia strategica resta sulla carta.
Intelligenza artificiale nella PA e normativa nazionale
L’evoluzione del Parlamento si inserisce in un quadro più ampio di innovazione digitale nella Pubblica Amministrazione. Il Piano Triennale per l’Informatica nella PA 2024-2026 dedica attenzione ai dati e all’intelligenza artificiale, con linee guida su casi d’uso, valutazione dei rischi e principi etici. Nel 2025 Agid ha messo in consultazione e adottato le Linee Guida per l’adozione dell'intelligenza artificiale nella Pubblica Amministrazione.
Sul fronte legislativo, la Legge 23 settembre 2025, n. 132 – Disposizioni e deleghe al Governo in materia di intelligenza artificiale costituisce il primo quadro normativo organico nazionale in materia di ricerca, sperimentazione, sviluppo, adozione e applicazione di sistemi e modelli di intelligenza artificiale, secondo una visione dichiaratamente antropocentrica. Le disposizioni si interpretano e applicano in coerenza con il regolamento (UE) 2024/1689 (AI Act) e non introducono nuovi obblighi rispetto a quelli da esso previsti per i sistemi e i modelli di IA per finalità generali. La legge non è limitata alla Pubblica Amministrazione ma interessa ambiti come lavoro, sanità, giustizia e cybersicurezza, e prevede criteri di trasparenza, equità e sicurezza nell’uso dei sistemi IA.
Dall’IA “strumento” all’IA “infrastruttura”
La sfida per il 2030 non è la sperimentazione isolata, ma l’adozione sistemica dell’IA lungo tutto il ciclo delle politiche pubbliche: dalla definizione dell’agenda alla valutazione d’impatto delle leggi. In Parlamento, ciò significa sistemi capaci di simulare l’impatto di emendamenti, mappare effetti normativi su territori e categorie, integrare dati amministrativi e open data in tempo quasi reale. Nella PA, le piattaforme di IA previste dal Piano triennale e sostenute dal PNRR devono trasformarsi in componenti comuni, interoperabili e controllabili, evitando soluzioni proprietarie frammentate e opache.
Controllo democratico e fiducia
L’adozione dell’IA nei processi parlamentari e amministrativi solleva questioni di accountability democratica. Chi è responsabile di una decisione se il percorso istruttorio è stato influenzato da algoritmi? Come rendere comprensibile ai cittadini la logica di sistemi che filtrano informazioni e proposte? Le linee guida nazionali e le best practice internazionali indicano la strada: classificazione dei sistemi per livello di rischio, tracciabilità delle decisioni, audit periodici e valutazione d’impatto etico, oltre alla partecipazione degli stakeholder nei processi di progettazione. Se il Parlamento saprà applicare questi principi, trasformando i prototipi di intelligenza artificiale in piattaforme mature e governate, potrà diventare il primo presidio di una democrazia aumentata, in cui l’IA rafforza - e non indebolisce - il ruolo delle istituzioni rappresentative.
Lorenza Carra - Membro del Direttivo Associazione italiana collaboratori parlamentari AICP
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Bio autrice
Lorenza Carra
Collaboratrice parlamentare presso la Camera dei deputati, funzionario pubblico e consulente per la pubblica amministrazione. Esperta in comunicazione presso il Ministero della Salute. Si occupa di comunicazione istituzionale e politica, ufficio stampa, gestisce campagne elettorali, social media e strategie digitali per enti e istituzioni. Giornalista, è laureata in Giurisprudenza all’Università di Parma, con seconda laurea in Giornalismo e Comunicazione e Master di II livello in Pubblica Amministrazione all’Università Ca’ Foscari di Venezia. È consigliere di AICP - Associazione Italiana Collaboratori Parlamentari e membro del comitato tecnico scientifico dell’Associazione Nazionale Social Media Manager. Autrice di pubblicazioni scientifiche e del blog lorenzacarra.it, si occupa di temi come legislazione, diritto parlamentare, innovazione digitale, PA e istituzioni.
