Capire la difesa: il ruolo chiave dei collaboratori parlamentari
Articolo pubblicato da Parlamento Magazine numero 07 del dicembre 2025 nell'ambito di una collaborazione con AICP
Un Generale una volta mi disse, parafrasando una celebre frase di Pietro Calamandrei: «La sicurezza è come l’aria, ci si rende conto del suo valore soltanto quando inizia a venir meno». Questa osservazione, racchiude in sé la profonda essenza della funzione svolta da chi opera nel settore della Difesa nazionale e internazionale.
Collaborare per un politico facente parte integrante di una Commissione Difesa significa vivere quotidianamente questa realtà, approcciandosi al complesso universo di chi, con sacrifici personali, professionalità e dedizione, assicura la stabilità, la tutela e la protezione della collettività.
Va ricordato infatti che dietro il mondo militare si estende un universo complesso di strategie di sicurezza, logistica, innovazione tecnologica, cooperazione internazionale, formazione e prevenzione, l’interazione con enti civili e strutture di emergenza. Una visione integrata e interdisciplinare costituisce l’unico approccio valido per affrontare le sfide poste dall’attuale contesto globale di sicurezza.
Questo mondo si caratterizza per una struttura articolata e stratificata, regolata da un quadro normativo stringente e da procedure tecniche rigorose che richiedono un approccio metodico e scrupoloso. L'approccio necessario deve essere di profondo rispetto verso le istituzioni coinvolte, una spiccata curiosità intellettuale e la serietà indispensabile per contribuire efficacemente all’adempimento dei compiti parlamentari, spesso di elevata complessità e delicatezza.
Nel concreto, il ruolo dei collaboratori parlamentari in questo contesto si configura come un elemento strategico di raccordo e filtro tra le dinamiche dell’ambito tecnico-militare e il dibattito politico-istituzionale. Essi si pongono come "ponti" fondamentali per tradurre linguaggi specialistici complessi, spesso criptici, in strumenti conoscitivi e decisionali accessibili e comprensibili ai più, facilitando così un processo legislativo e comunicativo informato e consapevole.
La gestione quotidiana di flussi di dati ed informazioni tecniche richiede una rigorosa attenzione, nonché una costante attività di monitoraggio delle evoluzioni degli scenari NATO, UE e bilaterali, per garantire una tempestiva e adeguata risposta alle sollecitazioni internazionali.
Dal punto di vista legislativo, l'attività deve richiedere necessariamente un approfondimento dell'ordinamento militare ed una capacità di saper percepire i peculiari momenti della commissione, che attraverso il suo lavoro, interverrà nei vari settori. Parliamo non solo di schemi d'arma, ma bensì di qualità di vita del nostro personale militare e collaborazione con il mondo civile, di innovazione tecnologica, di trattati internazionali e molti altri temi che troppo spesso passano in secondo piano. Tra questi ci sono concetti importanti come la Difesa Civile, ossia delle procedure mirate ad assicurare la sicurezza e la resilienza della nazione in situazioni emergenziali, naturali o generate dall'uomo.
In un ambito delicato quale quello della Difesa, dove riservatezza e sicurezza costituiscono valori fondanti, l’apporto professionale dei collaboratori si rivela cruciale per minimizzare rischi derivanti da errori di valutazione o comunicazione. Essi diventano veri e propri garanti della correttezza e della coerenza delle informazioni, aiutando a tradurre esigenze operative in azioni politiche concrete e mirate.I collaboratori assistono inoltre nel processo di redazione di briefing tecnici destinati alle sedute parlamentari, curano la sintesi di memorie e dossier elaborati da esperti del settore.
È pertanto evidente come le competenze richieste a un collaboratore parlamentare in questo contesto debbano essere multidisciplinari, incluse conoscenze giuridiche, tecniche e geopolitiche, e una costante apertura all’apprendimento delle regole proprie del mondo militare, da tradurre spesso in un linguaggio comprensibile al pubblico senza perdere rigore e precisione.
Un background solido in materia geopolitica costituisce un vantaggio competitivo imprescindibile, soprattutto nella trattazione di dossier che includono aspetti di politica internazionale e nazionale.
La comunicazione nel settore Difesa si presenta così come un esercizio complesso e delicato dove il diffuso pregiudizio che associa la Difesa esclusivamente ai sistemi d’arma deve essere superato. Un collaboratore competente deve saper selezionare con cura le parole più appropriate per rappresentare il proprio parlamentare, sia che faccia parte della maggioranza sia dell’opposizione, garantendo una narrazione sobria ma tecnica, chiara ma incisiva, che possa avere un impatto efficace non solo sulle platee specializzate ma anche sul grande pubblico.
Un ulteriore aspetto di importanza cruciale è rappresentato dal cerimoniale militare, che costituisce non solo un codice di comportamento formale, ma un vero e proprio sistema simbolico e rituale, capace di trasmettere valori istituzionali, disciplina e rispetto. La padronanza di queste procedure è indispensabile per ogni collaboratore chiamato a operare in contesti ufficiali e rappresentativi, ad organizzare eventi e cerimonie pubbliche.
In sintesi, la funzione del collaboratore parlamentare nella Commissione Difesa si configura come un ruolo strategico e multidimensionale, dove rigore tecnico, approfondimento giuridico, capacità comunicative e sensibilità istituzionale si intrecciano per rispondere alle esigenze di un settore fondamentale per la sicurezza nazionale e internazionale. Fondamentale rimane la formazione continua davanti alle incredibili innovazioni che il nostro tempo sta vivendo, ponendoci in grado di capire i mutamenti e fornire un servizio preciso e puntuale a chi è in grado di esercitare un ruolo in prima linea.
Permettetemi di dire che in un'epoca in cui la sicurezza è aria rarefatta, il nostro contributo assicura, seppure in minima parte, che non manchi mai il respiro alla nazione.
Alessandro Iachetta – Vicepresidente dell'Associazione Italiana Collaboratori Parlamentari - AICP
Giurista, specializzato in Relazioni internazionali ed Export Management, ha intrecciato il mondo delle consulenze in hi-tech, geopolitica e energia con l’esperienza parlamentare. Dopo esperienze con aziende, per cinque anni ha lavorato come collaboratore del Presidente della Delegazione italiana alla NATO PA, seguendo da vicino i lavori della Commissione Difesa. Nel 2022 è stato selezionato dall’Atlantic Council per il Venezuela Transatlantic Fellowship. Oggi collabora con la Presidenza della XI Commissione Lavoro della Camera, tra attività legislative, grafica social e relazioni istituzionali.
